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Il Fisco stringe sugli influencer: in arrivo una raffica di controlli

07 ottobre 2025

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L’Agenzia delle Entrate ha acceso i riflettori sul mondo degli influencer. Negli ultimi giorni, centinaia di creator digitali hanno ricevuto questionari, con richieste approfondite su compensi – anche in beni o servizi – contratti firmati, piattaforme utilizzate e rapporti con brand, agenzie e colleghi.

L’obiettivo dell’Agenzia è accertare che i redditi dichiarati corrispondano ai guadagni effettivi, individuando eventuali pagamenti non tracciati o transazioni tramite conti esteri, wallet digitali o collaborazioni informali. Anche le prestazioni in natura, come viaggi, prodotti di lusso o buoni acquisto legati a sponsorizzazioni, rientrano nell’attenzione del Fisco.

L’evasione tra influencer non è rara: tra il 2022 e il 2024, la Guardia di Finanza ha condotto oltre 250 accertamenti su creator italiani, rilevando redditi non dichiarati per più di 70 milioni di euro. Alcuni casi hanno riguardato società estere o transiti di compensi tramite agenzie affiliate, simulando contratti di consulenza o sponsorizzazione.


Cosa chiede il Fisco

I questionari richiedono:

  • Piattaforme social utilizzate e data d’inizio dell’attività;
  • Descrizione dei contenuti pubblicati;
  • Contratti con aziende e collaborazioni;
  • Dettagli sui diritti d’autore dichiarati e sugli eventuali rapporti con agenzie;
  • Estratti conto e movimenti bancari, oltre a documentazione su wallet digitali per monitorare guadagni in criptovalute o conti esteri.

Anche le transazioni internazionali rientrano nei controlli: grazie alla direttiva europea DAC7, le piattaforme comunicano i dati fiscali degli utenti ai Paesi di residenza, consentendo al Fisco di seguire flussi da brand globali e network di monetizzazione.


Nuove sfide per commercialisti e consulenti

L’attività degli influencer richiede oggi una gestione contabile complessa, a metà tra lavoro autonomo e impresa digitale. Se l’attività è regolare e continuativa, i redditi devono essere inquadrati come lavoro autonomo o impresa; se occasionale, restano soggetti a ritenuta d’acconto.

Anche i compensi in natura vanno valutati al prezzo di mercato e riportati in dichiarazione, così come i ricavi gestiti tramite società o agenzie di intermediazione. Chi opera in regime forfettario deve fare attenzione a non superare il tetto di 85.000 euro annui, altrimenti perde i benefici fiscali previsti.


Come vengono tassati gli influencer

  • Con partita IVA: i redditi rientrano nel lavoro autonomo o impresa individuale. Il regime forfettario prevede imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi cinque anni), ma anche i compensi in natura devono essere dichiarati.
  • Senza partita IVA: se l’attività è occasionale, i compensi sono soggetti a ritenuta d’acconto del 20% come “redditi diversi”. Tuttavia, l’Agenzia considera abituale qualsiasi attività che generi introiti ricorrenti o si svolga su più piattaforme, rendendo obbligatoria l’apertura della partita IVA.

Anche prodotti, viaggi o altri beni ricevuti per sponsorizzazioni costituiscono reddito imponibile, così come la cessione di contenuti digitali originali o l’uso dell’immagine personale per scopi commerciali.

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