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Direttiva DAC7: Vendite Online e Scambio di Informazioni tra Gestori di Piattaforme

Vendite online

04 ottobre 2024

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La direttiva DAC7 si propone di monitorare i redditi generati dalle vendite online, affrontando così il problema dell’evasione fiscale in Europa. Essa impone alle piattaforme digitali l’obbligo di segnalare le vendite annuali che superano i 30 articoli o i 2000 euro di incassi, senza introdurre nuove tasse.

Si tratta di un provvedimento che affronta il fenomeno dell'evasione fiscale derivante dall'utilizzo delle piattaforme digitali per la vendita di beni e servizi. Un settore in cui i guadagni ottenuti spesso non vengono dichiarati, creando una disparità tra i venditori online e le aziende tradizionali. Secondo la Commissione Europea, l'applicazione della DAC7 potrebbe generare un gettito fiscale aggiuntivo di circa 30 miliardi di euro per l'Unione Europea.

La DAC7 rappresenta una misura di tracciabilità dei redditi online. Essa richiede responsabilità sia ai venditori sia agli acquirenti, distinguendo tra chi vende sporadicamente e chi opera come venditore regolare. Solo chi supera i limiti di vendite e guadagni deve compilare un modulo, il che implica una maggiore responsabilità per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi.

La direttiva si rivolge principalmente alle piattaforme digitali, definite come qualsiasi software che funge da intermediario tra gli utenti per attività lucrative. Le attività soggette alla DAC7 includono: affitto di beni immobili, residenziali e commerciali
servizi personali,  vendita di beni e noleggio di mezzi di trasporto

L'applicazione della DAC7 è gestita dai gestori delle piattaforme, che dovranno inserire una clausola unilaterale nei contratti. I venditori dovranno compilare un modulo KYC (Know Your Customer) per verificare la loro identità. Se un venditore ha già un profilo sulla piattaforma prima del 1° gennaio 2023, riceverà un'e-mail per la compilazione del modulo. I nuovi registranti troveranno già la clausola della DAC7 nel contratto.

Qualora un venditore non comunichi i dati richiesti all'Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre (termine prorogato al 15 febbraio per il 2024), i gestori delle piattaforme rischiano sanzioni da 3.000 a 31.500 euro, mentre per informazioni errate le sanzioni oscillano tra 1.000 e 10.500 euro. I venditori che non adempiono a tali obblighi rischiano la chiusura dell’account dopo due solleciti.

la DAC7 inoltre mira a facilitare lo scambio di informazioni tra i Paesi membri dell'UE. Le piattaforme registrate in un Paese devono comunicare i dati fiscali alle autorità locali, che a loro volta li inviano automaticamente alle autorità fiscali degli altri Stati membri. Ad esempio, se un venditore italiano guadagna attraverso eBay, la piattaforma comunicherà i guadagni all’autorità fiscale tedesca, che poi invierà i dati all’Agenzia delle Entrate italiana. In caso di discrepanze, saranno avviati accertamenti fiscali.

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